Io non so perché ti ho seguito in questa follia, ma so che mi è sembrata normale accanto a te.
Io che non parlo mai, ho parlato. Io che non ho mai paura, sono diventato debole e mi sono sentito più forte di così. Io che non ho mai avuto una casa„ mi sono sentito a casa sotto al cielo. Io voglio guardare i tuoi occhi ancora, voglio proteggerti da tutti i pericoli. Vorrei poterti amare.” […]
In quel momento lui capì che bacio, significa soffiare l’anima in un corpo perché viva.
Ma quell’amore non aveva una terra su cui posarsi, né giorni in cui essere vissuto. Era un grande amore sospeso. Dove lo avrebbero mai ritrovato quel bacio?
Su un letto di sabbia, di onde, di cenere?
E quando? Domani, fra un anno, fra mille?
Sono cose che nessuno sa.
— Alessandro D’Avenia

Nessun commento:
Posta un commento